Annunciazione al Carrobiolo: un nuovo dipinto di Barbara Badetti arricchisce la chiesa monzese

Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo durante la Santa Messa dell'8 dicembre 2025

Lunedì 8 dicembre, nella solennità dell’Immacolata Concezione, la chiesa di Santa Maria al Carrobiolo a Monza ha accolto un nuovo dipinto dedicato al mistero dell’Annunciazione, realizzato dalla pittrice Barbara Badetti. L’opera, un grande olio su tela di 134×227 cm, è stata svelata e benedetta durante la celebrazione delle 11.30, in un momento intenso e partecipato dalla comunità.

Il dipinto nasce da una precisa esigenza della chiesa del Carrobiolo: colmare una lacuna iconografica all’interno del ricco percorso mariano già presente sulle navate laterali e nella Cappella della Provvidenza. Pur custodendo preziose opere dedicate alla Vergine, tra cui lo Sposalizio della Vergine di Riccardo de’ Tavolini, la Madonna della Provvidenza di Emilio Parma e le tele di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, mancava una rappresentazione dell’Annunciazione, momento fondativo dell’intera storia della Salvezza.

Una commissione nata da un’esigenza liturgica e catechetica

Come illustrato dal superiore della comunità barnabitica, p. Davide Brasca, durante la conferenza del 4 dicembre presso la Biblioteca del Carrobiolo, la scelta di realizzare un nuovo dipinto non è stata dettata da un semplice desiderio decorativo, ma da una motivazione più profonda.

Nello scritto che accompagna il progetto, p. Brasca sottolinea infatti come all’interno della chiesa mancasse un riferimento visivo al mistero dell’Annunciazione. Dal punto di vista liturgico, la presenza dell’opera diventa un elemento significativo per la celebrazione del 25 marzo, data che segna l’inizio del mistero cristiano dell’Incarnazione.

Sul piano catechetico, l’opera permette ai fedeli e ai visitatori di comprendere con maggiore completezza il cammino di Maria e il suo ruolo nella storia della Salvezza. Una scelta che non sostituisce il valore delle opere già presenti, ma che integra e arricchisce il percorso spirituale del Carrobiolo.

La tela che occupava precedentemente lo spazio designato per il nuovo dipinto, Madonna in trono fra S. Paolo e il beato Alessandro Sauli di Giovanni Battista Zali, sarà collocata nella sala del campanile, accanto alla Passione di Cristo dei fratelli Campi, preservandone la visibilità e la dignità artistica.

La sala della biblioteca del Carrobiolo dove si è svolta la conferenza di presentazione del 4 dicembre 2025

La conferenza del 4 dicembre: arte, storia e spiritualità

La presentazione ufficiale dell’opera si è svolta giovedì 4 dicembre, durante una serata dedicata all’approfondimento artistico e teologico del tema dell’Annunciazione.

Dopo l’introduzione di p. Brasca, il prof. Nicola Merlat, storico dell’arte, ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso tre secoli (dal XIV al XVI), analizzando l’evoluzione iconografica dell’Annunciazione nelle opere dei grandi maestri: da Simone Martini a Beato Angelico, da Piero della Francesca a Leonardo, fino ad Antonello da Messina e Lorenzo Lotto.
Un percorso che ha permesso di comprendere come la nuova opera di Barbara Badetti si inserisca nella tradizione, ma al tempo stesso presenti elementi originali che la distinguono.

La serata si è conclusa con l’intervento della pittrice che ha raccontato la genesi del progetto, le tecniche utilizzate e le riflessioni spirituali che hanno accompagnato i lunghi mesi di lavoro. La pittura ad olio, le velature, la ricerca della luce e la scelta compositiva sono state illustrate come parte integrante di un percorso non solo artistico, ma anche meditativo.

Lo svelamento dell’8 dicembre: un momento di comunità

Il giorno della solennità dell’Immacolata Concezione, la chiesa del Carrobiolo era gremita. Durante la sua omelia, p. Brasca ha offerto alla comunità una lettura spirituale dell’opera, creando un legame profondo tra le scelte pittoriche e il messaggio evangelico dell’Annunciazione.

Ha sottolineato come il quadro esprima la straordinarietà della fede di Maria nella sua quotidianità: una giovane donna colta in un momento domestico, sorpresa dalla luce dell’angelo che non appare in forma corporea, ma come presenza luminosa e spirituale.
L’accoglienza della volontà divina, riassunta nel suo “Ecco la serva del Signore”, è stata posta al centro dell’omelia come richiamo al coraggio e alla fedeltà al bene.

Lo svelamento del dipinto è avvenuto poco prima della conclusione della Messa, accompagnato da una preghiera di benedizione e dal suggestivo momento dell’incensazione. Le note dell’Ave Maria di Schubert, eseguita all’organo dal maestro Irene De Ruvo e interpretata dal soprano Elisabetta Danelli, hanno reso l’atmosfera ancora più intensa e coinvolgente.

Gli elementi iconografici del dipinto

La scelta della composizione del dipinto dell’Annunciazione nasce da considerazioni sia pratiche sia spirituali. Le proporzioni verticali erano determinate dallo spazio destinato all’opera all’interno della Chiesa del Carrobiolo e ciò ha portato a concentrare l’intera scena attorno alla figura di Maria. La Vergine è raffigurata in piedi, sorpresa in un gesto quotidiano mentre accoglie la luce dell’Arcangelo Gabriele. La pittrice ha scelto consapevolmente di non rappresentare l’angelo in forma corporea, preferendo evocarlo attraverso una presenza luminosa: una scelta iconografica ispirata sia all’Annunciata di Antonello da Messina, sia all’interpretazione cinematografica di Zeffirelli in Gesù di Nazareth.

Maria è colta nell’istante in cui percepisce il saluto dell’Angelo e si volta verso la luce. È sorpresa, ma non turbata: il suo cuore è già pronto ad accogliere la chiamata del Padre. In questo contrasto tra quotidianità e mistero emerge la straordinarietà della sua fede. Solo in apparenza Maria è una donna come le altre: la sua forza è immensa, tanto da rispondere senza esitazione “Ecco la serva del Signore” di fronte a una missione da cui ha origine la storia della Salvezza.

Tra gli elementi iconografici più significativi spicca la cardatrice, antico utensile conservato nel convento. È stato p. Roberto Cagliani, che ha seguito da vicino la genesi dell’opera, a mostrarlo all’autrice. L’idea di creare un legame visivo con il luogo che ospita il dipinto è piaciuta subito alla pittrice, che ha ambientato la scena nella vecchia cantina del Carrobiolo. Qui ha realizzato il set fotografico con la modella scelta per impersonare Maria. Dal servizio fotografico sono nati il bozzetto a colori, il cartone preparatorio in scala 1:1 a carboncino e infine la grande tela, dipinta con pigmenti minerali in polvere miscelati a mano con olio di lino, secondo la tecnica tradizionale appresa dal maestro Andrea Sala.

Anche la lana possiede un forte valore simbolico. Oltre al richiamo al convento, essa è legata alla storia stessa della città di Monza, dove la lavorazione della lana fu sviluppata nel Medioevo dagli Umiliati, fondatori della chiesa del Carrobiolo prima che venisse donata ai Barnabiti da San Carlo Borromeo.

Ulteriori elementi simbolici completano la lettura del dipinto:
– i gigli appoggiati alla colonna, che l’Angelo sembra aver lasciato come segno della purezza di Maria;
– la scala, simbolo dell’ascesi verso il divino ma anche della fatica del cammino che conduce al bene, un percorso che Maria decide di intraprendere con fede assoluta;
– la scritta sul muro, che riporta il saluto dell’Angelo in latino, greco ed ebraico, le stesse tre lingue utilizzate da Pilato per l’iscrizione sulla Croce. Un richiamo – voluto da p. Davide Brasca – alla Passione di Cristo, momento cardine della fede cristiana, che trova la sua origine proprio nell’Annunciazione.

Un dono al Carrobiolo e alla comunità dei fedeli

Il nuovo dipinto si inserisce in un contesto storico di grande valore. La chiesa di Santa Maria al Carrobiolo, fondata nel XIII secolo dagli Umiliati e affidata dal 1571 ai Barnabiti, rappresenta uno dei luoghi più significativi della vita religiosa e culturale di Monza.
La sua architettura armoniosa, il patrimonio pittorico e la sua tradizione educativa la rendono un punto di riferimento per la comunità monzese.

In questo scenario, l’Annunciazione di Barbara Badetti trova oggi il suo posto, entrando in dialogo con le altre opere mariane presenti e contribuendo a rinnovare la riflessione sul mistero dell’Incarnazione.

Il dipinto è stato donato dall’artista alla chiesa del Carrobiolo, in segno di gratitudine e di profondo legame con la comunità barnabitica. Un gesto che non rappresenta solo un contributo artistico, ma anche un’offerta spirituale che resterà a disposizione dei fedeli e dei visitatori negli anni a venire.

L'Annunciazione di Barbara Badetti dipinta per la chiesa di Santa Maria al Carrobiolo
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