IL BOUQUET DA SPOSA: ORIGINI E CURIOSITA'
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IL BOUQUET DA SPOSA: ORIGINI E CURIOSITA'

IL BOUQUET DA SPOSA: ORIGINI E CURIOSITA'

Il bouquet è uno dei simboli stessi del matrimonio: di infinite forme e colori, esso completa l'abito, focalizza l'attenzione ed è uno dei primi elementi ad essere notato all'arrivo della sposa. C'è chi ritiene che debba essere l'unico “gioiello” da lei indossato oltre alla fede nuziale, e ancor oggi, per molti è l'ultimo dono da fidanzato che l'uomo fa alla sua amata. In alcuni Paesi è lui che attende la fidanzata all'ingresso della chiesa per porgerle il bouquet, in altri, è la futura suocera che si reca a casa della sposa per consegnarglielo, insieme al proprio marito e agli eventuali altri figli,.

Ma da dove nasce la tradizione di questo mazzo di fiori che accompagna la sposa?

Alcune fonti ci riportano che già le spose greche usavano intrecciare erbe e fiori per farne ghirlande per capelli in onore di Hera. Allo stesso modo le Romane ornavano le proprie capigliature di piante odorose e spighe di grano e in alcuni casi ne reggevano anche un mazzolino: si credeva che gli aromi sprigionati avrebbero allontanato gli spiriti maligni, mentre il grano era simbolo di buon auspicio e fecondità.
Più avanti, nell'alto Medioevo l'usanza di utilizzare erbe aromatiche, bulbi d'aglio e fiori molto profumati come “bouquet” diventa un mezzo per celare i cattivi odori tipici dell'epoca. Nel corso dei secoli l'aglio viene progressivamente abbandonato e i bouquet assumono una funzione prettamente decorativa, anche se rimane l'uso di aggiungere ai fiori alcune piante odorose per il loro significato simbolico (il rosmarino, ad esempio, in Inghilterra simboleggiava l'amore imperituro) o per le loro presunte proprietà (come l'aneto che era considerato afrodisiaco).
In epoca Elisabettiana nasce l'usanza di regalare anche agli invitati piccoli mazzi di fiori e viene introdotto il “kissing knot”, una composizione floreale sferica, appesa sopra le teste degli sposi nella sala del banchetto.
Fino al 1800 i bouquet hanno uno stile naturale, ricordano i fiori raccolti nei campi. É la regina Vittoria che introduce la moda dei piccoli mazzolini di forma tondeggiante e raccolta, con gli steli legati stretti tra loro con nastri. Durante tutta l'epoca vittoriana questo tipo di bouquet sarà molto usato non solo per i matrimoni, ma anche come forma di comunicazione: utilizzando l'allora popolarissimo linguaggio dei fiori, la gente si scambia messaggi discreti attraverso questi mazzetti detti posy.
É sempre Vittoria che rende imperativa la moda dei fiori di arancio: ne fa una coroncina con cui adornarsi i capelli il giorno delle sue nozze con il Principe Alberto e da quel momento, quasi tutte le spose del tempo seguono il suo esempio, tanto che, laddove è difficile procurarsi le profumate zagare, si opta per fiori d'arancio realizzati in cera.

Il legame tra i fiori d'arancio – simbolo di purezza e abbondanza -  e la sposa è antico: arrivata dal sud est asiatico già al tempo dei Romani, la pianta conosce la sua vera diffusione nel XVII secolo ad opera dei Portoghesi. Una leggenda narra di un re spagnolo che, ricevuto in regalo un albero d’arancio da una bellissima fanciulla, lo fece piantare nel giardino del suo castello. Quando un ambasciatore suo ospite gli chiese di donargli un ramoscello di fiori, il sovrano rifiutò, geloso della propria pianta. L'ambasciatore decise quindi di corrompere uno dei giardinieri per ottenere il ramo tanto desiderato e lo pagò 50 monete d'oro. Il giardiniere utilizzò questo denaro come dote della figlia, la quale, il giorno delle nozze, adornò di zagare i suoi capelli, in ricordo dell'albero che le aveva dato la possibilità di convolare a nozze.
Si racconta, inoltre, che da tempo immemore gli orientali usino regalare alle spose i fiori d'arancio, considerati di buon auspicio per le nozze.

Tornando alla storia del bouquet, nel XX secolo la moda muta nuovamente: ai bouquet tondeggianti e compatti (come il posy o il biedermeier) vengono preferiti quelli a cascata, estremamente in voga negli anni '10 e '20 del '900. Fiori, foglie verdi e nastri, lunghi talvolta fino ai piedi, compongono questi mazzi che possiamo ammirare nelle foto dell'epoca. Con la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale c'è un ritorno al minimalismo e ai bouquet più contenuti, ma dagli anni '50 in poi i fiori divengono nuovamente protagonisti, tanto che non si usano più solo per il bouquet della sposa, o per decorare l'altare della chiesa, ma compaiono anche come centrotavola durante il banchetto.

Da allora, i fiori sono diventati uno degli elementi scenografici più importanti del matrimonio.

Volete scoprire le ultime tendenze in tema di allestimenti floreali? Leggete l'articolo di Alessandra Pirola Baietta, cliccando qui.

 

Foto Andrea Ciriminna