Intervista alla floral designer maestra del colore

Monet attribuiva ai fiori l’essere diventato pittore ed aggiungeva che il suo giardino era il suo capolavoro più bello.

floral designer per matrimoni ed eventi

Anche Kiana Underwood, in arte Tulipina, era destinata a vivere circondata dai fiori e a creare con essi i suoi capolavori.

Tulipina è uno studio di design floreale di fama internazionale che crea esperienze floreali su misura per matrimoni ed eventi di lusso.

La nostra intervista alla famosa luxury floral designer parte proprio dai suoi inizi.

Floral designer Tulipina Kiana

C.E C.: “Sappiamo che sei cresciuta circondata dai numerosi fiori che ornavano il giardino di tuo nonno, il quale ti ha insegnato molto su di essi. Quando hai capito che i fiori non erano soltanto una passione e che sarebbero diventati anche il tuo lavoro?”

K.U.: “In realtà non subito. La mia carriera è iniziata dopo i trent’anni. Sono nata in Iran e cresciuta negli Stati Uniti.; quando ho scelto il mio percorso di studi ero orientata verso le Relazioni Internazionali: con il mio background familiare, il mio sentirmi “cittadina del mondo” e la mia voglia di viaggiare, avrei voluto intraprendere la carriera diplomatica. Dopo la laurea ho ottenuto un master in International Economics alla Johns Hopkins University School of Advanced International Studies, studiando a Bologna e a Washington DC.

Da lì ho deciso di rientrare a San Francisco, da dove provenivo e dove ho lavorato per un paio di anni per l’Università. A quel punto non ero, però, soddisfatta: le mie aspirazioni erano differenti, non stavo facendo il lavoro che volevo, dal momento che in quella città non c’erano impieghi nell’ambito delle Relazioni Internazionali. E’ così che, una volta sposata, sono rimasta a casa ed ho iniziato ad occuparmi dei tre figli che sono arrivati rapidamente.

E’ stato allora che mio marito mi ha suggerito di intraprendere la carriera di floral designer.Io amo i fiori da sempre, fanno parte della cultura del mio Paese d’origine, ma fino ad allora non avevo mai pensato che potessero divenire qualcosa di più per me.

Oltre tutto non credevo di avere un particolare talento, o la manualità necessaria per creare allestimenti floreali. Nonostante questo, supportata da mio marito e facendo tesoro delle conoscenze che mia madre e mio nonno mi avevano trasmesso, mi sono buttata. E da lì è iniziata la mia nuova vita e la scoperta di un mestiere che amo.”

C.E C.: “E noi siamo contenti di questa tua scoperta! Sembra davvero impossibile, guardando le tue composizioni e i tuoi bouquet ora, che tu non credessi nel tuo talento! Sono incantevoli. Ricordano, tra le altre cose, i quadri dei pittori fiamminghi. Ti ispiri ad essi?”

K.U.: “Sì, amo molto i grandi maestri olandesi e fiamminghi, ma non solo. Anche Botticelli è stato per me una fonte di ispirazione. L’orchestrazione dei colori, la scelta di così tante qualità di fiori, la composizione… difficilmente davanti a certi quadri ci si interroga in merito a quello che c’è dietro in termini di selezione dei fiori e di disposizione.

A me, invece, affascina molto tutto questo: mi immagino qualcuno intento a camminare in un giardino olandese e a raccogliere ogni tipo di fiore presente, per poi dipingerlo. Trovo ci sia un mondo dietro a quei quadri e cerco di mettere la stessa loro magia nelle mie composizioni. In generale, amo molto l’arte del passato. Il passato è ricco di bellezza.”

C.E C.: “Come nasce un tuo allestimento? Da dove parti? Da una palette di colori, da un certo tipo di fiori… da cosa?”

K.U.: “Parlo con i clienti per capire chi sono, cosa desiderano, qual è il loro background e quali sono i designer che amano; spesso mi viene richiesta una certa palette di colori e da quella parto a ricercare ciò che è presente in natura in quella stagione.

Non solo fiori, ma anche rami, frutti, bacche… A volte osservo da vicino un determinato fiore e realizzo la composizione combinando elementi i cui colori e le cui sfumature richiamano quelli del fiore di partenza.

Sono fortunata, perché solitamente vengo lasciata molto libera di decidere e di creare, i clienti si fidano e affidano molto.”

C.E C.: “Tu lavori tanto all’estero e con coppie delle più diverse nazionalità. Ci sono fiori che sono più amati in determinati Paesi ed altri che magari sono tabù per alcune culture?”

K.U.: “Penso che ogni coppia sia a sé, a prescindere dalla nazionalità. Ciascuna di loro ha i propri fiori preferiti. In generale ho notato che nei matrimoni indiani vengono apprezzati i garofani e i gladioli, che secondo me sono troppo spesso sottovalutati e che offrono meravigliose opportunità compositive in termini di colore.

Per quanto riguarda i tabù, a molti, appunto, non piacciono i garofani e crisantemi, probabilmente perché li associano ai defunti; a me, però, è capitato spesso di usare soprattutto i garofani e di ricevere molti complimenti per gli allestimenti ottenuti.”

C.E C.: “Quali sono, secondo te, gli errori da evitare in una composizione floreale?”

K.U.: “Non ci sono, secondo me, regole precise. Le scelte sono molto soggettive. Personalmente non amo gli accostamenti di fiori molto scuri con quelli bianchi, quando visualizzo l’allestimento nel suo complesso. Ritengo che l’effetto nelle foto non renda come dovrebbe. A parte questo, bisogna sperimentare e lasciare libera la propria creatività.”

C.E C.: “C’è una location particolare o un Paese in cui ti piacerebbe lavorare?”

K.U.: “Sono fortunata perché ho lavorato in moltissimo Paesi, fra cui l’Italia, per cui di certo non posso lamentarmi.

Ma sicuramente mi piacerebbe realizzare un matrimonio o un servizio fotografico in Iran, dove ci sono splendidi giardini mosaicati.

Un altro sogno è quello di poter creare un allestimento floreale di fronte al Taj Mahal.

Probabilmente sceglierei di usare tagete, garofani e gladioli, per un’esplosione di colori.

design flower bouquet

C.E C.: “I flower designer americani hanno influenzato parecchio le richieste e le scelte delle spose europee, attraverso il cinema e i Social. Che tendenze dobbiamo aspettarci dagli Stati Uniti?”

K.U.: “Sicuramente un maggiore uso del colore. Finalmente ci si è resi conto che si possono ottenere composizioni eleganti, anche senza dover per forza utilizzare fiori dai colori chiari e neutri.”

C.E C.: “Chiudiamo con alcune domande più personali. Tra i bouquet di matrimoni celebri del passato hai un tuo preferito?”

K.U.: “Faccio una premessa: io mi definisco una garden design florist (floral designer), ovvero mi ispiro molto ai fiori di giardino e ad uno stile naturale.

Solitamente i miei bouquet non sono piccoli e raccolti, ma grandi, ricchi di fiori di diverse varietà e caratterizzati dal movimento.Un giorno una sposa mi chiese un bouquet di sole calle. Ero preoccupata, perché volevo che la composizione portasse la mia firma, ma le calle sono fiori piuttosto statici e minimal.

Feci, così, una ricerca tra le foto di matrimoni del passato e venni colpita dal bouquet di Natalie Wood: si trattava di un mazzo di calle, che però aveva, nella disposizione dei fiori e delle foglie, quel tipo di movimento che cercavo e che mi caratterizza. Credo di poter dire che sia quello, quindi, il mio bouquet preferito.”

C.E C.: “Chi è la celebrità a cui avresti voluto fare il bouquet?”

K.U.: “Audrey Hepburn, anche se avrei dovuto farlo piccolo per renderlo armonico con la sua figura.”

C.E C.: “Hai un libro o un film preferito che parla di fiori?”

K.U.: “Assolutamente sì. Pane e Tulipani! Lo abbiamo guardato durante il mio corso di italiano ed è da lì che ho tratto il nome Tulipina.”

C.E C.: “Hai un’eroina, o una figura femminile iconica che ti ispira?”

K.U.: “Ne ho molte. Una sicuramente è Julia Child, che negli anni ’50 ha intrapreso una brillante carriera di cuoca, scoprendo le proprie doti dopo i quarant’anni. E poi, ovviamente, c’è Constance Spry, la madre del floral designer ispirato alla natura: per la sua epoca ha saputo essere una vera pioniera ed innovatrice.”

Di sicuro immaginazione e capacità di innovazione non mancano nemmeno a Kiana, che pur strizzando l’occhio ai pittori del passato, sa incantarci con la sua interpretazione moderna, luminosa ed elegante del mondo floreale, che la colloca a pieno titolo tra i maestri del colore.

Note:

C.E C.Fotografo matrimonio Click e Chic

K.U. – Kiana Underwood, Fondatrice e CEO studio di design floreale Tulipina

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