LA TORTA NUZIALE
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LA TORTA NUZIALE

LA TORTA NUZIALE

Ripercorrendo la storia e la tradizione della torta nuziale, vediamo come, sin dall’antichità, offrire qualcosa di dolce durante il banchetto era un simbolo di prosperità e felicità.
Gli antichi Greci servivano dolci ottenuti impastando miele e farina (plakuntes o pemmata), o sesamo e miele e alla sposa veniva data la prima porzione insieme a un dattero e a una mela cotogna quali simboli di fertilità.
Anche i Romani impastavano dolci con il miele e lo sposo era solito spezzarne uno a base di farro, cospargendo il capo della sposa con le briciole e mangiandone poi con lei una parte, nel rito che veniva chiamato “confarreatio”.
Nel Medioevo iniziò la tradizione della “torta” alta: piccoli pani dolci e biscotti venivano ammonticchiati in pile che i cuochi inglesi pensarono bene di “glassare” con il lardo per tenerle insieme. Gli sposi dovevano riuscire a baciarsi dai lati opposti di questa montagna, senza farla crollare, per avere fortuna garantita.
Finalmente, nel ‘600 al pasticcere francese Marie-Antoine Carême venne l’idea di usare il caramello per legare il tutto ed è così che nacque il primo Croque-en-bouche, dolce nuziale tuttora popolare in Francia, dove si possono ammirare giganteschi coni di bigné ripieni di chantilly e ricoperti di caramello.
Sempre nel ‘600 in Inghilterra si diffuse la “bride’s pie”, una crostata che, però, non era dolce e i cui “succulenti” ingredienti erano frattaglie, spezie, talvolta ostriche; al suo interno veniva nascosto un anello e la donna che lo avesse trovato sarebbe stata la prossima a maritarsi. Le briciole della sua fetta sarebbero poi state distribuite agli ospiti celibi e nubili perché, mettendole sotto il proprio cuscino, potessero vedere in sogno il proprio futuro coniuge.
Le torte nuziali dolci riconquistarono la scena nel ‘700 e nell’’800 ed è sempre in Inghilterra che si impose la tradizione della copertura bianca, quale simbolo di purezza e verginità, ma anche come indice di ricchezza, visto l’elevato costo che lo zucchero raffinato aveva all’epoca: più chiara era la glassa e più cospicua era la dote della sposa.

Il nome “royal icing” deriva dalla candida ghiaccia utilizzata per decorare la torta della regina Vittoria nel giorno del suo matrimonio con il principe Alberto. Il dolce misurava quasi 3 metri di diametro e pesava 140 chili; sulla sommità spiccavano le figure della dea Britannia, degli sposi in costume romano, di un cane (simbolo di fedeltà) ai loro piedi e di due colombi (simbolo di amore coniugale). Completavano la decorazione un amorino che scriveva su un cartiglio la data delle nozze (10 febbraio 1840) e mazzi di fiori legati nel nodo d’amore da candidi nastri.
La prima torta a piani risale, invece, al matrimonio del principe Leopoldo, figlio della regina Vittoria, con Elena Federica di Waldech. Per l’occasione, nel 1882, venne realizzato un dolce formato da strati circolari (in quanto il cerchio simboleggia l’eternità) sovrapposti e tenuti insieme da pilastri di sostegno; tale “piramide” rappresenta ancora oggi il cammino coniugale cosparso di gioie e delizie, ma anche di ostacoli e salite che gli sposi devono affrontare insieme.
Nel corso del tempo e nei vari Paesi il taglio della prima fetta costituisce il primo dovere congiunto degli sposi e il servirsi reciprocamente è il simbolo dell’impegno da loro appena assunto.

E voi che tipo di dolce vorreste per le vostre nozze?